giovedì 16 maggio 2013

Dolci sullo stecchino: cake pop per il primo compleanno di Emma (con magone annesso)

Aprile, da sempre, è il mio mese preferito e sono come inghiottita da quei giorni di sole. Dallo scorso anno, però, aprile è soprattutto il mese di Emma, che è arrivata sul finale, il 28. Questo primo compleanno lo volevamo festeggiare, davvero, con tutta la famiglia e gli amici, come piace a me, nel campo della casina sugli Appennini, con un pranzo fatto di cose semplici e condito con aria fresca. E' stata, per me, anche una giornata con il magone perché mi sono ricordata del 28 aprile dell'anno prima, della gioia più grande e subito dopo della grande paura di perdere tutto.
Per festeggiare la piccola non potevano mancare i dolci: quello alle carote fatto da Patrizia e Sonia, decorato per Emma, con i suoi vestiti, i suoi sandalini, bellissimo, un capolavoro. Poi c'era una torta alle mele e yogurt, semplice e golosa, che ho fatto apposta per i piccolissimi, per ospitare una sola e unica candelina. Infine i cake pops glassati con cioccolato bianco e zuccherini, per i bambini più grandi e i genitori :)

CAKE POP CON CIOCCOLATO BIANCO E ANICINI

Ho comprato uno stampo in silicone per 20 cake pop, l'ho trovato a Condolcezza in via Vittorio Emanuele a Firenze ma credo che ormai si trovi in molti negozi di casalinghi o da Coin casa. Io ne ho fatti 40, in due infornate da 20 minuti circa.

225 gr di zucchero
225 di burro
225 di farina
6 uova
3 etti di cioccolato bianco

Sbattere insieme le uova, aggiungere lo zucchero, il burro fuso e la farina. Imburrare lo stampo su entrambi i lati: lo stampo è diviso in due parti e dovete mettere il composto su una parte sola, poi coprire con l'altro lato e infornare a 180 gradi per venti minuti. Togliere le prime 20 "palline", imburrare di nuovo lo stampo e infornare per le altre venti.
Per guarnire sciogliere a bagnomaria il cioccolato bianco: fate attenzione perché tende a bruciarsi facilmente. Prendete dei bastoncini lunghi da cake pop (quelli degli spiedini possono andare bene, ma dovreste trovare il modo di togliere la punta), e intingete per qualche centimetro nel cioccolato, affondando quel lato nel dolcetto. Ripetere l'operazione per tutti i cake e lasciateli riposare qualche minuto, in modo che il cioccolato si solidifichi e attacchi il dolce allo stecchino. Poi, un cake alla volta, intingete nel cioccolato bianco e versate sopra anicini, zucchero colorato, perline d'argento e chi più ne ha più ne metta. Poi lasciate asciugare. Ovviamente devono stare in posizione verticale: io li ho messi in delle tazze (a fine serata avevo tazze disseminate in tutta la cucina!).
Per servirli ho preso una base di spugna da fiorai, mia sorella l'ha rivestita di carta velina rosa e ho "infilzato" gli spiedini dolci.




Questa era la torta per Emma delle ragazze, Sonia e Patrizia... Carote e Philadelphia dentro, pasta di zucchero e genio fuori :)





Ecco, Emma, questa è per te, con tutto l'amore del mondo: April come she will di Simon and Garfunkel 






mercoledì 20 marzo 2013

Panna cotta in onore di marzo (alla faccia della pioggia)

In questi giorni piove senza tregua. Tanto da vanificare ogni tentativo di alleggerimento del vestiario che mi ero azzardata a fare la scorsa settimana. Io comunque non mi butto giù, spio dalla finestra e aspetto il momento buono...
Questo periodo tra l'altro è denso, pieno di cose da fare, progetti in ponte, sperando che qualcosa si muova. Insomma di tempo per fare dolci non ce n'è un granché ma se avete del latte e della panna in frigo, in un quarto d'ora potete fare la panna cotta. Ho scelto di farla senza caramello perché ero di furia: l'ho guarnita una con la crema di pistacchio comprata a Taste, un'altra con del semplice caffè caldo a fine pasto. Una delizia! Potete sbizzarrirvi con frutti di bosco, fragole...

COSA SERVE
250 cl di latte
250 cl di panna fresca
3 cucchiai di zucchero
2 fogli di gelatina
una fiala di essenza di vaniglia

Mettere a bagno la gelatina in una vaschetta con acqua fresca per qualche minuto. Nel frattempo in un pentolino mettere il latte, la panna, lo zucchero e la vaniglia e portare a ebollizione. Strizzare la gelatina e aggiungerla. Riportare a ebollizione. Prendere degli stampini singoli e versarci il composto. Quando la panna si sarà freddata mettere in frigo per qualche ora, meglio tutta la notte.
Un trucco che uso per non far attaccare la panna cotta agli stampini senza fare il caramello, è bagnarli con dell'acqua freddissima all'interno.




Primavera, ti s'aspetta a gloria! Questa foto è stata pubblicata sulla pagina fb della Mukki l'azienda che produce latte e latticini qua a Firenze dagli anni Cinquanta. Mi ha fatto piacere, tanto più che uso quasi sempre il loro latte, come in questo caso :)

Deve essere così di Cesare Cremonini



martedì 5 marzo 2013

Cheesecake per la primavera in anticipo

E' iniziata la mia mania per la primavera. Come al solito, almeno da un mese sto con il naso per aria dicendo a tutti che si sente l'odore della primavera. Credo sia in assoluto una delle mie doti migliori, quella di presagirne l'arrivo.
E poi, alla fine, anche il mondo circostante ha dovuto darmi ragione davanti ai primi mandorli fioriti. Insomma io ho già dato il via alle danze: ho comprato vasi di tulipani e ranuncoli al mercato, un mazzo di fiori freschi, un vestito blu e bianco leggero leggero e le fragole fresche. E, nel forno, una cheesecake al posto dei buonissimi ma più pesanti dolci al cioccolato. Era per il mio papino: lui che ama la zuppa inglese, si è dovuto accontentare di questa torta primaverile...
La ricetta è un mix di varie che ho trovato sui librini (ad esempio "I dolci dell'amore", Bonechi editore)  e sul sito di Philadelphia.it dove ci sono decine e decine di consigli su cheesecake e altro. Dato che l'ingrediente principale del dolce è proprio il formaggio Philadelphia, mi è sembrato un ottimo motivo per ritenerlo una fonte affidabile.  

COSA SERVE:

Per la base:
250 gr di biscotti Digestive (ho usato i Mc Vities, si trovano anche al supermercato)
150 gr di burro fuso
1 cucchiaio di zucchero

Per l'impasto:
2 uova intere e 1 tuorlo
1 bustina di vanillina
1 cucchiaio di maizena (se lo avete, altrimenti pace!)
1 pizzico di sale
500 gr di Philadelphia
succo di un limone
100 gr di panna (io ho usato quella dolce, ma potete provare quella acida o "creme fraiche")

Per la salsa:
300 gr di fragole
2 cucchiai di zucchero


Tritare i biscotti nel mixer e aggiungere lo zucchero e il burro fuso. Imburrare una tortiera a cerniera, foderando sia il fondo che i bordi con la carta forno. Stendere il composto dei biscotti e pareggiare con un mestolo di legno. Mettere in freezer per almeno un quarto d'ora.
Nel frattempo preparare l'impasto: in una ciotola con una frusta (meglio non elettrica perché incorporerebbe troppa aria e durante la cottura il dolce farebbe le "bolle") sbattere le uova con lo zucchero e, sempre sbattendo, aggiungere il formaggio, la vanillina, il succo del limone, il pizzico di sale, la maizena e per ultima la panna liquida.
Versare sulla base dei biscotti e infornare - in forno già scaldato a 180 gradi - per un'ora. Non aprire prima di mezzora; dopo questo tempo se vedete la superficie troppo scura, coprite con un foglio di alluminio. 
Lasciar freddare nel forno spento, con l'anta semi-aperta.

Nel frattempo lavare e tagliare le fragole a pezzettini e metterle in un pentolino con due cucchiai di zucchero. Girare fino a quando non saranno ammorbidite e si sarà formato un succo denso. Lasciare raffreddare. Stendere sulla torta e mettere in frigo. Se preparate la sera prima di servire il dolce, è anche meglio (per me soprattutto perché con la Memme non è possibile ritrovarsi all'ultimo minuto!).




Come al solito io e la mamma non abbiamo esagerato con i dolci ;)




Un pomeriggio di pre-primavera, con i fiori sul tavolo, le finestre aperte e Emma che gioca sul tappetone... Boa sorte di Vanessa da Mata e Ben Harper


venerdì 8 febbraio 2013

Cappuccetto rosso e frittelle

Nell'armadio è sbucato un vestito da Capppuccetto rosso mignon. E per mignon intendo davvero mignon: taglia 74 centimetri, fate voi. Insomma anche Emma avrà il suo costume da Carnevale per martedì grasso. Non si poteva non festeggiare l'appuntamento con qualche dolce del periodo... ieri per merenda ho preparato frittelle per noi e vellutata di pere con yogurt per lei. Mancano solo i coriandoli!

Mi ero sempre scoraggiata nel fare le frittelle perché avevo sotto mano solo ricette con il riso e quindi molto lunghe. Invece nel numero di febbraio di Sale&Pepe ho trovato queste "Frittelle dell'imperatore" con la ricotta. Ci ho messo davvero solo un quarto d'ora.

COSA SERVE (per circa 15 frittelle)

200 gr di ricotta di pecora
80 gr di farina
80 gr di pinoli (io ho messo 40 gr di pinoli e 40 gr di nocciole)
80 gr di zucchero
un pizzico di sale
olio per friggere

Sbattere con una frusta la ricotta in modo da togliere i grumi e aggiungere gli albumi, 20 gr di zucchero (il resto va sopra alle frittelle una volta pronte) e il sale. In una padella tostare per pochi minuti i pinoli e le nocciole e tritarli in maniera grossolana; aggiungere al composto. Fare delle palline con un cucchiaio, aiutandovi con le dita. Mettere nell'olio già bollente finché non sono dorate. Scolare con un mestolo forato e mettere ad asciugare su della carta assorbente. Una volta tiepide, passare nello zucchero.







Emma con quel vestito è davvero un personaggio...





Cappuccetto Rosso non è Peter Pan, ma il concetto è che io voglio ancora credere nelle favole. Quelle che creiamo noi ogni giorno. L'isola che non c'è di Edoardo Bennato...




domenica 3 febbraio 2013

La torta perfetta per gli innamorati (a San Valentino o quando vi pare)

La caprese al cioccolato e alle mandorle è come una storia d'amore: imperfetta alla vista con la sua superficie percorsa da piccole crepe (altrimenti sai che noia), ma buonissima dentro. Quando si mischia il cioccolato fuso all'impasto del burro, un odore spettacolare e impudico si leva in tutta la cucina. Inoltre, per raggiungere il risultato, bisogna metterci fatica e molta cura, perché nell'incorporare le chiare d'uovo bisogna stare attenti a far prendere aria all'impasto, che è senza farina e senza lievito. Insomma, un equilibrio goloso. Ecco la ricetta per un dolce degli innamorati: ci sono tutti gli ingredienti giusti :)

COSA SERVE:

200 gr di burro a temperatura ambiente
250 gr di mandorle
200 gr di cioccolato fondente al 70%
180 gr di zucchero
5 uova a temperatura ambiente

Tostare le mandorle in forno caldo a 180 gradi per 6 o 7 minuti girandole un paio di volte. Una volta fredde tritare in maniera grossolana.
In una casseruola, a bagnomaria in una pentola d'acqua sul fuoco, fondere il cioccolato a tocchetti.
Dividere i tuorli dai bianchi delle uova: i bianchi metterli in una ciotola e lasciare i rossi nei gusci.
Con la frusta elettrica sbattere il burro morbido a pezzetti con metà dello zucchero fino a ottenere un composto spumoso, aggiungere i tuorli uno a uno e il cioccolato fuso sempre mischiando con le fruste elettriche, da ultimo le mandorle girandole con un mestolo.
Lavare bene le fruste e montare le chiare d'uovo; quando sono già montate aggiungere lo zucchero rimasto e finire di montare. Devono essere ferme e lucide.
Incorporare all'impasto un po' per volta e avendo cura, con il mestolo, di fare un movimento dall'alto in basso per incorporare aria. Versare in una tortiera a cerniera di 22 cm di diametro imburrata e coperta sul fondo con della carta forno, anche questa imburrata. Cuocere in forno caldo a 170 gradi per 45 minuti.

La torta non ha farina o lievito, quindi l'aria al momento della preparazione è fondamentale. Si dice che ad inventare la caprese sia stato un cuoco di Capri che, all'arrivo di alcuni sgherri mandati da Al Capone ad acquistare delle ghette sull'isola che si presentarono da lui per avere un dolce alle mandorle, si sia spaventato. E che, preso dall'ansia, abbia dimenticato di mettere la farina nel dolce. Tutto sommato, non sempre gli sbagli vengono per nuocere. La ricetta e la storia sono tratte da "Torte e crostate" a cura di Stefano Bonilli, Giunti editore. Mi piace dirvi i libri di cucina che leggo: è un piacere immenso sfogliare quei libri con foto strarordinarie e cura nella presentazione. A giro ci sono bellissimi blog che guardo sempre volentieri, ma un libro è sempre un libro. Di cucina o meno.





Delle piccole crepe sulla superficie sono normali, dovute proprio alla consistenza del dolce che resta umido e non ha lievito. Se volete, potete spolverarci sopra un po' di zucchero a velo.

E adesso, romanticismo! Oh hey dei The Lumineers


venerdì 25 gennaio 2013

Una mela al giorno... Merenda con crumble

Un odore, un colore, un particolare. Spesso non ci soffermiamo su quello che riempie le giornate e, invece, sono i dettagli che fanno la differenza. Sul tavolo di cucina oggi c'era un vassoio pieno di mele rosse, della Val Venosta. Quando mi ci è caduto l'occhio sopra, brillavano nella luce del pomeriggio, Emma dormiva e io cercavo requie dal mega raffreddore che mi sa facendo vivere appiccicata all'aerosol. Ho pensato che quelle mele erano troppo belle e dovevano essere usate, impiegate in qualcosa di profumato. Dieci minuti ed è venuto fuori un crumble. Ed è la prima volta che ho fatto un dolce (solo perché è facilissimo, non esaltiamoci) senza leggere ricette o curarmi di dosi e misure. Così, solo per la felicità di usare delle belle mele.

COSA SERVE (per 4 cocotte):
2 mele grandi
1 cucchiaio di burro salato
5 cucchiaini di zucchero di canna
cannella
mezzo limone
50 gr di burro 
50 gr di farina
40 gr di zucchero
3 cucchiai di nocciole 

Tagliare le mele in quarti e poi a dadini. In una padella sciogliere un cucchiaio di burro (se salato è meglio) e far saltare le mele, aggiungere il succo di mezzo limone, mezzo cucchiaino di cannella, lo zucchero e far caramellare per qualche minuto. Distribuire le mele nelle ciotoline. 
In un recipiente impastare il burro a temperatura ambiente con la farina e lo zucchero e stropicciare l'impasto fino a formare delle briciole. Cospargerle sopra le mele. Prendere delle nocciole e tritarle in maniera grossolana: io ho usato il fondo di un bicchiere (non volevo svegliare la nanetta con il rumore del mixer!) e versare sulle coppette. Infornare per una ventina di minuti a 180 gradi. Sono buonissime mangiate calde, con un caffè. Buona merenda!






Starlight dei Muse, che a me ricorda le strade della Provenza, in viaggio...



mercoledì 16 gennaio 2013

La degna fine di un uovo fresco: signori, lo zabaione

L'altro giorno ho comprato le uova fresche al mercato. Il cartello sul banchino diceva addirittura "Da bere". Mi sono ricordata di quando d'estate, su al Poggio, andavo a trovare una cugina di mio nonno. Aveva e ha tuttora un pollaio e una stanzina con i conigli. Non c'era estate in cui non andassi a vedere i pulcini o i conigli appena nati, buffissimi. La Lina ci dava le uova che trovava nel pollaio e io la trovavo una cosa straordinaria, che avessimo delle uova non comprate al supermercato (anche perché il mio amore nei confronti delle uova rasenta la mania, le mangio in tutte le loro manifestazioni).
Alcune di quelle uova si trasformavano in zabaione. Me lo faceva la Giovanna, a casa sua nella piazzetta del Poggio, in una ciotola bianca e io ancora mi lecco i baffi al ricordo.
Insomma quando sono tornata a casa con le uova del mercato, il Dav ha cominciato a strepitare, che voleva lo zabaione. Ha addirittura proposto di farlo all'una di notte, appena Emma si fosse addormentata. Roba da matti (o da stomaci di giornalisti, ormai compromessi, anche). Sono riuscita a dissuaderlo, ma oggi ho dovuto mantenere la promessa. Lo zabaione è una cosa semplicissima, ma come tutte le creme, il segreto è sbattere bene le uova con la frusta e cuocere a bagnomaria.

COSA SERVE, per due coppette:
(ricetta liberamente ispirata a quella di Lisa Biondi)

2 tuorli freschissimi
65 gr di zucchero a velo
marsala, usate come misurini due mezzi tuorli vuoti

Sbattere i tuorli in un pentolino, aggiungere lo zucchero a velo e, sempre sbattendo la frusta, anche il marsala. Mettere il pentolino a bagnomaria in una pentola più grande con acqua già calda e, mentre è sul fuoco, continuare a sbattere con la frusta finché non si rassoda. Cuocere per circa 10 minuti. Servire tiepido in coppette con dei biscotti.




Ecco la tazzina per Dav, che macina quasi tutti i giorni decine e decine di chilometri per venire a pranzare con me e Emma. Ecco la canzone che ci fa tanto divertire in questo periodo, con Emma ipnotizzata allo schermo del computer quando la sente.